Importazione temporanea: come funziona e cosa si può spedire

Hai mai sentito parlare di importazione temporanea? 

Questo tipo di importazione potrebbe rivelarsi uno strumento molto utile soprattutto se devi spedire apparecchiature da riparare o quadri per una mostra. Infatti, l’importazione temporanea permette di immettere determinati beni – come ad esempio articoli da esposizione – in un Paese per periodi di tempo limitati. 

Inoltre, dato che questi stessi beni restano nel Paese soltanto in via temporanea e non sono immessi all’interno del mercato locale, sono esenti dai dazi sulle importazioni. 

In questo articolo vediamo come funziona l’importazione temporanea e cosa si può spedire. 

Importazione temporanea: cos’è 

L’importazione temporanea consente l’ingresso in un Paese di determinati beni e per un periodo di tempo limitato. Per le aziende che effettuano spedizioni internazionali, questo tipo di importazione rappresenta una soluzione particolarmente conveniente poiché in questo regime i dazi sull’importazione sono ridotti o addirittura azzerati.

A seconda dei beni e del motivo della spedizione, esistono vari tipi di importazione temporanea: 

  • ammissione temporanea senza lavorazione: una soluzione molto utile per la spedizione di materiali promozionali per fiere, di opere d’arte destinate a mostre o di attrezzature sportive da gara e/o da allenamento;
  • ammissione temporanea a scopo di lavorazione: è possibile aderire a questo regime se i prodotti saranno modificati, riparati o lavorati in qualunque modo una volta a destinazione. L’ammissione temporanea a scopo di lavorazione è perfetta se devi spedire apparecchi da riparare o componenti da assemblare.

Importazione temporanea senza lavorazione: quali sono i vincoli e quali prodotti possono essere spediti 

I vincoli applicabili variano da Paese a Paese e dipendono dalla natura dei beni. Tuttavia, il più delle volte i beni: 

  • devono lasciare il Paese entro un certo periodo di tempo – generalmente 12 mesi; 
  • non possono essere ceduti, affittati, noleggiati, venduti o smaltiti senza informare le autorità doganali; 
  • devono restare invariati, cioè non possono essere lavorati né alterati senza il permesso delle autorità doganali.

Di seguito, un elenco di alcuni dei prodotti che possono essere spediti sotto il regime dell’importazione temporanea senza lavorazione

  • Attrezzature scientifiche o professionali;
  • Articoli da esposizione – ad esempio oggetti di valore culturale oppure opere d’arte;
  • Campioni commerciali;
  • Attrezzature sportive;
  • Articoli per l’intrattenimento;
  • Vetture private per il turismo;
  • Animali – ad esempio cani o cavalli a scopo di gara o allevamento.

Infine, le importazioni temporanee senza lavorazione possono avvenire secondo tre diversi regimi:

  • Importazione temporanea sotto garanzia: consiste in un versamento alle autorità doganali del Paese di destinazione di un deposito cautelare, al fine di assicurare la riesportazione delle merci;
  • Importazione temporanea standard: nel caso in cui tu debba spedire beni in un Paese non aderente alla Convenzione ATA, oppure se le merci sono escluse dal suo regime;
  • Carnet ATA: è un documento internazionale che permette l’importazione e l’esportazione temporanea esentasse ed esente da dazi di beni tra 87 paesi e territori.

Importazione temporanea a scopo di lavorazione: quali sono i vincoli 

Anche in questo caso, i vincoli e le condizioni applicabili variano da Paese a Paese e dipendono dalla natura stessa dei prodotti. Ecco quali sono alcuni dei vincoli più frequenti:

  • i beni devono lasciare il Paese entro un certo periodo di tempo – generalmente 12 mesi; 
  • i beni devono entrare nel Paese per essere lavorati, modificati o riparati;
  • gli articoli importati devono rimanere riconoscibili nel prodotto finale che verrà reimportato;
  • i beni non possono essere smaltiti, ceduti, noleggiati, venduti o affittati senza informare le autorità doganali.

In questo tipo di importazione, il regime di perfezionamento attivo permette l’ingresso temporaneo in un Paese di beni con l’esenzione dell’IVA e dei dazi doganali. Il regime di perfezionamento attivo è stato progettato per tutti quei prodotti destinati ad essere riparati, distrutti, modificati, lavorati o reimballati prima della loro riesportazione o della loro reimmissione.

Viceversa, il regime di perfezionamento passivo permette di esportare beni  per un periodo di tempo limitato e a scopo di riparazione, distruzione, modifica, lavorazione o operazioni di piccola entità – ad esempio per l’imballaggio. Il regime di perfezionamento passivo è spesso adottato dalle imprese locali per ridurre i costi di produzione.

La redazione di Porto Franco Italia

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